Ti stanno “rubando” i soldi in Borsa. Scopri perché è legale (aggiornato)‏‏.

Ti stanno "rubando" i soldi in Borsa. Scopri perché è legale‏‏.In ogni paese esistono persone senza scrupoli e ben organizzate pronte a commettere truffe e frodi approfittando delle scarse conoscenze finanziarie di chi tenta di investire i propri soldi in Borsa, e questo succede sia ai grandi investitori che ai piccoli risparmiatori.

Tra un paese e l’altro, però, ci sono delle differenze.

Facciamo due esempi.

In Italia:

Tutti ricordano il caso Parmalat, esploso nel 2003.

I vertici della società falsificarono il bilancio producendo un documento che attestava la disponibilità di quasi 4 miliardi di euro in un conto presso Bank of America.

Con la sicurezza di questo capitale, le banche erogarono prestiti a Parmalt per anni, e fu così che si formò l’enorme buco finanziario dell’azienda.

Quando la Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa) si mosse per verificare l’esistenza della liquidità dichiarata da Parmalat, Bank of America svelò che il documento presentato dall’azienda era falso.

Migliaia di piccoli risparmiatori persero tutto ciò che avevano investito.

Negli Stati Uniti:

Solo due anni prima, la Enron, una grande multinazionale dell’energia, era fallita da un giorno all’altro scioccando l’intero pianeta.

Con alcune falsificazioni contabili aveva fatto apparire alti i propri redditi, ma alla fine del 2001 fu scoperta la gigantesca frode che aveva creato un enorme buco finanziario.

In pochissimo tempo le sue azioni persero il loro valore in Borsa.

Qual è la differenza tra l’Italia e gli Stati Uniti?

La differenza sta nel modo in cui i due paesi si comportano per proteggere i cittadini dalle frodi:

Negli Stati Uniti nel 2002 aumentano gli anni di carcere per i reati finanziari, ora si è puniti con 25 anni di carcere, in Italia nel 2002 il falso in bilancio viene depenalizzato, viene reintrodotto solo nel 2015 grazie al governo Renzi ma ovviamente a 25 anni di carcere non viene condannato nessuno.

Negli Stati Uniti inaspriscono le pene per chi lede i diritti degli investitori e dei risparmiatori, in Italia ci mettono anni per modificare le norme necessarie.

In quale dei due paesi credi che qualcuno si senta più tutelato?

Perché in USA rischi comunque di essere condannato a 150 anni di galera per frode, come è successo al finanziere statunitense Bernard Madoff nel 2009, ed è così che uno ci pensi due volte prima di ingannare investitori e risparmiatori.

Perché falsificano un bilancio

In tutto il mondo gli Stati obbligano le aziende a presentare bilanci corretti per tutelare la fiducia dell’opinione pubblica nel sistema.

Il bilancio, infatti, serve a soci e investitori per prendere decisioni di carattere economico poiché fornisce i dati necessari a capire se l’azienda è solida e fa utili o si trova in difficoltà rispetto agli anni precedenti.

Naturalmente si deve avere la capacità di interpretarlo e capire se eventuali cambiamenti avranno effetti positivi o negativi.

Falsificando il bilancio abbiamo aziende in perdita che mostrano di essere in utile. Tu credi che stiano andando bene… ed invece perdono soldi

Chi falsifica un bilancio lo fa per tre ragioni principali:

  1. per avere più credito da banche e finanziatori;
  2. per avere più forza in caso di accordi, alleanze e fusioni;
  3. per creare liquidità non ufficiale, i cosiddetti fondi neri, a fine di corruzione o profitto personale.

In base alla sentenza di cassazione n. 3229 del 22/01/2013, fino a poco tempo fa la legge italiana stabiliva che chi falsifica le operazioni di bilancio – anche più di una – per una quota inferiore al 10% non commette reato, dunque non è soggetto ad alcuna sanzione e puoi leggerti un approfondimento a questo articolo.

Non solo, per essere reato una falsificazione dovrà comprendere anche il superamento della soglia più importante che dipende dal patrimonio netto dell’azienda, dunque dalle sue dimensioni: più l’azienda è grande, più la soglia è alta.  Ora fortunatamente la norma è cambiata grazie al governo Renzi, ma non siamo assolutamente restrittivi come succede negli USA.

Tradotto: in Italia il falso in bilancio è un reato che deve essere perseguito senza paura.

Negli Stati Uniti, ad ora non esiste nessuna soglia minima sotto la quale si possono falsificare i dati: lì le frodi non le vogliono e basta. Anzi, hanno uno strumento in più.

Se denunci una truffa negli Stati Uniti ricevi denaro sonante. Per aumentare l’efficacia dei controlli, il fisco statunitense riconosce una parte del ricavato (delazione) al dipendente, controllore o socio che denuncia una truffa, un falso o un’evasione.

In Italia, non esiste la delazione.

Ultimo ma non meno importante, in Italia fini a poco tempo fa, nei casi di reati finanziari la prescrizione arrivava prima della fine del processo. Nello specifico, per il falso in bilancio era passata da 15 anni a 4 o al massimo 6, se soci o creditori hanno subito danni.

In sostanza è quasi impossibile che si paghi per la falsificazione del bilancio, e la punizione per chi si arricchisce alle spalle altrui è spesso una sanzione pecuniaria da “mettere a preventivo” nel momento in cui si sceglie di presentare un bilancio falso.

Nonostante le modifiche legislative, i risvolti penali non sono comunque alla pari rispetto a quelli della maggior parte dei paesi che attraggono capitali di investimento stranieri.

Da anni il risparmio in Italia  è comunque senza tutela legale. Non a caso mediamente gli italiani investono appena il 25-30% di quanto investono in Borsa gli americani.

Perciò in Italia la fiducia di un investitore non è mai tutelata completamente, e ti ritrovi ad investire all’estero per diversificare il tuo patrimonio.

 

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